CIAO BASKETBALL

LETTERA DI COACH M

Ciao BASKETBALL.
Il giorno è arrivato.
Sarò breve.

Devo rinunciare a te, ad un pezzo consistente della mia vita, una parte che mi ha dato molto ed a cui ho dato molto, senza rimorsi e senza rimpianti, come piace a me.
Lo devo fare nel modo peggiore, non per scelta, ma obbligato, a causa di una malattia bastarda, che mi impedisce di essere il Coach totalizzante che voglio e ho sempre voluto essere.
Mi hai dato molto, ti sei preso molto, sei stato protagonista e testimone, nel bene e nel male, di quasi tutta la mia storia.
Grazie a te ho conosciuto persone fantastiche, ho vissuto emozioni indescrivibili, gioie e delusioni indimenticabili, e soprattutto mi hai permesso di essere me stesso, senza compromessi, felice di esserlo.
Ripenso a quando da giocatore, con poco talento, mi hai donato pura allegria, dal campetto alle palestre più disastrate degli amatori, dove un assist, un palleggio incrociato, una palla rubata, un raro canestro mi strappavano sorrisi, ed in spogliatoio, le risate, per ogni gesto mitizzato od errore oggetto di benevolo e feroce scherno.
Ripenso ai tanti anni da coach, ed un grazie speciale, spontaneo, lo devo a chi ha avuto la pazienza, il coraggio, la voglia di farsi allenare da me, ricordo quasi ogni faccia ed ogni nome, da tutti ho rubato la loro gioia e passione per te, ho conosciuto le loro vite, di giovani in cerca di se stessi e del loro posto nel mondo, gli ho voluto bene, e gli sono riconoscente.
Ripenso, e ringrazio, coloro che mi hanno offerto l’opportunità di allenare, tutti diversi, tutti accumunati dall’amore per te, ognuno disposto a sacrificare tempo e fegato, in cambio di quel brivido che da una vittoria e forse anche una sconfitta, ed alle discussioni eterne con loro, fino a notte fonda fuori dalle palestre, cercando soluzioni ed ascoltando gli sfoghi di uno ingombrante come me, a volte non comprendendo, altre sostenendomi anche senza condividere, alcuni sono diventati amici veri nella vita, altri no, ma a tutti sono riconoscente.
Sei molti dei miei ricordi, forse tutti, perché non c’è un momento della mia vita che non sia collegato a te, come succede per una canzone, anche fatti che non ti contemplavano alla fine ti vedevano presente almeno sullo sfondo.
Non sono stato un “GRANDE” di quelli che ti hanno fatto “GRANDE”, non ne ho la pretesa ne la presunzione, ma ti ho amato tanto e quanto loro, con identica passione ed abnegazione, e mi mancherai.

Volevo essere breve, non credo di esserci riuscito, ed ero molto in dubbio se scrivere queste righe; l’ho fatto perché chi le legge possa raccogliere la mia piccola eredità di passione per te.
Infine, ma badate non è la fine, vorrei testimoniare a favore della VITA, è magnifica, non datela mai per scontata, merita sempre di essere vissuta a pieno, e quando guardate o pensate a chi affronta malattie bastarde come la mia, ricordateli oggi come erano, ricordatemi come COACH M.

COACH M
Marzio Ceretta
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